OMEOPATIA E MEDICINA INDIANA
Nella medicina indiana vige lo stesso principio di similitudine che governa l'omeopatia Hahnemaniana, secondo cui il simile cura il simile. Anche per gli studiosi indiani l'uomo viene pensato, vissuto e trattato in chiave olistica ed universale. L'uomo non è ALTRO dalla natura così come la malattia non è altro dall'individuo. Qui come nel sistema omeopatico non sono gli organi ad ammalarsi ma l'uomo, nella sua interezza, a squilibrarsi. Scopriremo allora ben presto che la grandezza, e al tempo stesso l'importanza dell' interazione fra omeopatia e medicina Indù, trova la sua ragion d'essere nella possibilità d'applicazione dei principi dell' una sull' altra.
Secondo la teoria Indù, vi sono nell'uomo, come in natura, tre difetti o dosha fondamentali, il cui squilibrio può considerarsi causa d'ogni malattia. Questi tre elementi primari sono: fuoco, acqua e aria o Pitta, Kapha e Vata; tali forze dominano, ordinano e gestiscono tutte le altre forze presenti in noi. Fuoco e acqua sono i poli caldo-attivo e freddo-passivo mentre l'aria rappresenta il termine medio e neutrale fra i due. Essendo l'aria elemento neutro, l'individuo potrà allora squilibrarsi, per eccesso o difetto, sia in acqua che in fuoco, ma anche in acqua-fuoco, acqua-aria, fuoco-aria, o addirittura in aria-acqua-fuoco contemporaneamente. E se quelle che noi chiamiamo patologie altro non sono se non squilibri di uno o più dosha, allora ad ogni elemento o dosha, sia esso semplice o in combinazione, faranno capo una serie di malattie le quali, per essere debellate, necessiteranno di forze-rimedi con natura uguale ma potenza superiore. Vediamo dunque la ripartizione dosha delle principali e più note malattie.
Appartengono all'elemento Fuoco le seguenti malattie: affezioni cardiocircolatorie, problemi alla milza ed epatici, congiuntivite, febbri, ulcere, tonsilliti, stomatiti, nefriti, sifilide, tenia, epistassi, retinite, cirrosi.
Appartengono all'elemento Acqua le seguenti malattie: affezioni alle mucose in genere, bronchiti, tosse e mali stagionali.
Appartengono alla combinata tripla Fuoco-Acqua-Aria le seguenti malattie: infezioni, malesseri cronici, tifo, tubercolosi, meningite, affezioni cerebro-spinali in genere e stipsi.
Appartengono al binomio Fuoco-Acqua le seguenti malattie: tumori e carcinomi, manifestazioni eczematose e problemi dermatologici in genere, calcoli, edemi, diabete, dispepsia, malattie infettive, difterite, malaria, diarrea e febbri reumatiche.
Appartengono al binomio Fuoco-Aria le seguenti malattie: infarto, anemia, trombosi, endocardite, angina, aneurisma. mal di testa, problemi mestruali, uremia, emorroidi, emorragie, acidità e leucemia.
Appartengono al binomio Acqua-Aria le seguenti malattie: affezioni all'apparato respiratorio, problemi ed infiammazioni osteo-articolari , turbe nervose gravi, piccolo male, paralisi, dolori reumatici, dipendenza da alcol o droghe, cataratta, coliche, gonorrea, rachitismo e gotta.
Presa visione di ciò, dobbiamo capire come si giunge, in base alle teorie mediche indiane, alla scelta ed alla prescrizione del rimedio. Secondo la medicina indù vi sono ovviamente, due tipi di disturbi o squilibri: quelli caldi tipici del fuoco, e quelli freddi, tipici dell'acqua. Lo squilibrio provocato dalla combinazione dei due elementi cc l'aria sarà a prevalenza calda o fredda a seconda dei casi Per curare questi disturbi, occorre somministrare un sostanza composta dagli stessi elementi che hanno causa il male, dinamizzata (resa viva, attiva) e potenziata tan da superare in quanto ad intensità e forza, l' elemen causa di cui sopra. Dovendo, ad esempio, curare un malattia fuoco, il rimedio adottato sarà un preparato co tenente Fuoco. Per alleviare un disturbo acqua-aria, ci preoccuperà di trovare un medicamento che contenga .
acqua che aria e dovendo, infine, guarire malanni dalla valenza tripla, si applicherà ovviamente un rimedio acquafuoco-aria.
Esiste però, per gli studiosi indù, un'altra serie di prodotti o rimedi sempre utilizzabili, consigliabili ed utili per guarire alcuni mali dell'uomo: i rimedi plusvalenti. Questi rimedi sono i preparati che contengono in sé tutti e tre gli elementi e che, come tali, sono in grado di riportare l'equilibrio nell'organismo armonizzando tutti e tre i sistemi contemporaneamente, in modo dolce e non traumatico. L'analisi e la valutazione della malattia in rapporto al malato e del rimedio da usare hanno permesso ai medici indiani di guarire malati che parevano irrecuperabili, ed oggi lo studio e l'applicazione di quelle stesse teorie possono allargare gli orizzonti della medicina omeopatica, introducendo la ripartizione in Dosha dei medicinali. Prescrivere un rimedio omeopatico, tenendo conto anche del suo tridosha (3 dosha = 3 difetti), può sicuramente risultare utile e produttivo sia per il paziente che per il terapeuta, specialmente nei casi, in cui può esservi incertezza sul rimedio più adatto. Infatti, fra due farmaci uno d'uguale e l'altro di diverso tridosha rispetto al disturbo in questione, atti a curare lo stesso problema ovvero lo stesso sintomo, sarà sempre preferibile quello con tridosha uguale alla malattia, poiché risanerà armonizzando tutti e tre i sistemi energetici del paziente.
È parere di molti, ormai, che più le energie e gli sforzi terapeutici agiscono in modo sinergico, insieme o l'uno dopo l'altro, maggiori sono le possibilità di successo duraturo e di guarigione armoniosa. Per concludere questo argomento, elencheremo allora nella tabella che segue i tridosha dei principali rimedi omeopatici già nominati nella presente trattazione.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Marzo 2010 13:53)

